Lis Flamis Recensioni
Il Fogolâr Furlan di Milano, primo trimestre 2006

VETRINETTA DI ALESSANDRO SECCO

Giuliana Pellegrini
LA NONE E CONTE
ed. Olmis

Animali che dialogano tra loro e talvolta anche con l’uomo. Animali grandi e piccini:cani gatti e topi; asini, mucche, capre e galline; volpi e scoiattoli; aquile e poiane…e poi formiche e coccinelle, cavallette, centopiedi e scorpioni.
Ma non sono gli animali parlanti delle favole di Esopo, di Fedro, di Lafontaine, che alla fine ci propongono sempre una morale. Sono gli umili animali che abitano le case delle nostre campagne, quelli che vivono nei boschi e nei prati o che volano liberi nel cielo. E che ci raccontano la loro storia, senza una lapidaria morale finale, ma tuttavia con una sottointesa e discreta allegoria:etica (Napoleon il gjat) o sociale (Checo e Catinute,un gatto e una topolina) o persino politica (Menie, la cjare soversive, Quirin il farc). Sicchè queste non sono solo favole per bambini, ma offrono anche agli adulti una piacevole lettura. Difatti Giuliana Pellegrini, la nonna che racconta, ha dedicato la sua fatica oltre che alla nipotina Benedetta, anche alle figlie Martina ed Elisa.
Un primo pregio del libro e che tutte le storie sono pervase da un soffio di alta poesia: viene fatto di pensare che Giuliana Pellegrini abbia letto in gioventù “La vita degli insetti” di J.H. Fabre o “La grande lezione dei piccoli animali” di Marcel Roland, assorbendone il senso della natura. Ma forse per lei è stata piuttosto l’opportunità di nascere e vivere a Gemona, in mezzo a una natura intatta, che le ha offerto un’inesauribile ricchezza di spunti.
Un secondo pregio, e non da poco, è la lingua friulana nella variante gemonese usata dall’Autrice: molto vicina alla Koinè, ma ricca di termini saporosi e ormai quasi dimenticati del lessico campagnolo, e nello stesso tempo lontana da brutti neologismi e da cervellotiche regole grammaticali di certi “friulanisti” integralisti.
Un piccolissimo appunto finale:in quasi ogni pagina del testo abbiamo contato,oltre a qualche evidente errore di stampa, diverse sviste e incongruenze nella grafia, che programmaticamente è quella ufficiale. Ciò non compromette la bellezza del testo, e sicuramente la maggior parte dei lettori non vi farà caso. Tuttavia sarebbe stata opportuna una più accurata supervisione ortografica, che qui ci sentiamo di raccomandare in caso di una ristampa.
Questo simpaticissimo libro ne trarrebbe vantaggio e potrebbe venire consigliato per i corsi di lingua friulana.