Lis Flamis
Introduzione

Nô...

aes mês frutis... Benedetta, Martina, Elisa

Nô che i sin stâts
laris di cjariesis,
sassins di bausiis,
presonîrs di svui,
plens di fan di peraulis,
cjocs di avignî.
Nô, che i vin passât
la vite scoltant
l'aiar,
il cîl,
il sunsûr dal timp.
Nô, che i vin ingropât
il cûr
intor di une niule,
la anime
intor de lune,
lis mans
intor dal lusôr.
Nô, ancjemò no vin pierdût
il jessi
sium e vele
aghe e burlaç
bore e cinise
baraç e prât.
Nô, ultins cingars
ultins cjaradôrs
ultins contesflocjis.
Nô, cumò, ultins
sotans di incjants.

Noi...

alle mie bambine... Benedetta, Martina, Elisa

Noi, che siamo stati
ladri di ciliegie,
assassini di bugie,
prigionieri di voli,
affamati di parole,
ubriachi di avvenire.
Noi, che abbiamo passato
la vita ascoltando
il vento,
il cielo,
il rumore del tempo.
Noi, che abbiamo annodato
il cuore
attorno a una nuvola,
l'anima
attorno alla luna,
le mani
attorno alla luce.
Noi, ancora non abbiamo perso
l’essere
sogno e vela
acqua e tempesta
tizzone e cenere
rovo e prato.
Noi, ultimi zingari
ultimi carrettieri
ultimi ciarlatani.
Noi, ora, ultimi
schiavi di incanti

 

Quante cose racconta la nonna

Quante cose racconta la nonna! Pensa, non le è bastato il primo libro per confidarle tutte, ne ha dovuto scrivere un altro e sicuramente non smetterà tanto presto.

Eppure…non è mica farina del suo sacco, sai? Lei non fa altro che riferire ciò che altri le hanno spifferato. Ma come quali altri? Gli abitanti del prato, è ovvio!

Ora mi spiego: hai presente una nonna, occupata nelle sue faccende? Si quelle cose lì che fanno le nonne: tagliare l’erba, potare le piante, giocare con la nipotina e il gattino, dar da mangiare alle galline, sistemare le rose e i gerani, andar per concerti e navigare su internet...

Mentre la nonna se ne sta lì, intenta alle proprie occupazioni, ecco arrivare la rondine a salutarla, per dirle che è tornata e che sta per covare una nuova nidiata, oppure la poiana col fiato corto, impaurita dal gran temporale. Ecco poi il serpente, sibilando la storia del gatto spossato dal gran caldo, oppure della tartaruga venuta da tanto lontano ad abitare nel prato.

Non voglio toglierti il gusto di scoprire cos’altro le hanno detto gli abitanti del prato, lo leggerai con piacere…ma sappi che non c’è nulla di inventato tra le pagine che sfoglierai: sono i racconti che la nonna ha raccolto per te, dalle parole, dai sibili, dai cinguettii, dalle parlate misteriose e bellissime dei suoi animali.